|
Arcade 1/9/2006
Brescia-Forlì Cesena
Come promesso riprendiamo il collegamento in quel della
provincia di Treviso e subito si deve registrare che come al solito in
terra trevigiana i trasferimenti sono biblici e a volte stroncano anche le
rappresentative più agguerrite. Per il nostro Brescia la prima partita è
già di per se’ problematica e anche oggi non si è smentita la consuetudine,
infatti abbiamo iniziato sul “campetto” di Arcade il girone finale con il
freno a mano tirato.
Gli avversari del Forli-Cesena sarà per la divisa degna
dei bagnini di Cesenatico sarà per la “silouette” certamente non sembravano
pericolosi, però già al 6’ costringevano il sempre bravo Varisco ad una
deviazione in corner a fil di palo rischiando una clamorosa autorete.
Comunque sia al 10’ avveniva l’imponderabile e il nuovo
acquisto Preti su una ribattuta del portiere marcava il 1 a 0, illudendo
tutti noi che fosse iniziata una cavalcata trionfale e invece così non era.
L’assetto in campo sembrava molto ordinato tanto è che
Merlini e Dabeni avevano spazio per duettare in fascia destra ma purtroppo
era tutta un’illusione come il bel tiro del Capitan Bignotti che al 14’
sfiorava il legno sinistro.
Nel frattempo la “panca”, troppo chiassosa, sprecava
pareri e consigli che distraevano i nostri undici e in special modo il
settore difensivo dove Chiarini e Orlandi erano già impegnati in
dissertazioni teoriche.
Così trascorreva tutta la parte centrale del primo
tempo con tante occasioni mancate da parte nostra, nonostante il prodigarsi
del bomber Ramorino sempre all’altezza del suo lignaggio, e con un Forlì in
costante crescita, complice anche un arbitraggio un po’ monodirezionato.
Ma non si devono scaricare le colpe quando le occasioni
si sprecano e il segno si è raggiunto quando il Mister Abba è sbottato “
quando si hanno i ferri da stiro ai piedi non si possono fare le finezze”.
Si è proseguito così fino alla fine della frazione e
nell’intervallo il Mister ha cercato di spronare i giovani leoni bresciani
ottenendo solo scusanti della serie “il tappeto è troppo asciutto e mi si
incespica la palla”!!!
Del secondo tempo vi è poco da registrare se non la
continua crescita del Forli, anche se l’inascoltato Abba ha cercato di
rivitalizzare la formazione cambiando gli assetti come ad una Formula uno,
però purtroppo al 23’ il Brescia viene raggiunto con una palla floscia che
il Fox non riesce ad intercettare.
Quindi come al solito tutto da rifare ma intanto le
energie si andavano spegnendo e gli inserimenti di Zaza e Soncina non
servivano contro il modesto Forlì.
BRESCIA 1 – FORLI’ CESENA 1
Ora non rimane che aggredire le prossime partite dato
che la permanenza nel torneo è legata ad una doppietta secca.
Non ci resta che auguraci uno scaramantico “Viva
Perugia”
Da Montebelluna buonanotte a tutti.
Arcade 2/9/2006
Perugia – Brescia
Il campetto oramai
lo conosciamo non ci resta che trovare la via della vittoria, e con
superstizione all’inizio il sempre profetico Bianchetti, Prefetto di
Cerimonia, ordina il perentorio cambio di “panca” speriamo che questi
sortilegi ci portino fortuna.
Infatti non c’è tempo di assettarsi
con il notes che la fulminea azione dei giovani leoni ci spiazza e su
spunto di Dabeni il Capitan Bignotti a metà campo si smarca a destra e
lancia Ramorino che rasoterra mette nel sacco 0-1
I perugini iniziano quindi un
gioco maschio che lascia segni su Varisco, Merlini e company, per fortuna
senza conseguenze gravi.
Al 10’ parata d’imperio di
Guizzi che dimostra una grande calma e padronanza dello specchio di porta,
mentre in zona offensiva il “Merlo” fa la sua unica furbata della partita
appoggiando dolcemente nelle mani del portiere un’ottima palla.
Ma qualcosa nelle file del
Brescia è cambiato, non si vede più quella paura di sbagliare e di sprecare
il vantaggio, tutti giocano un ottimo football e in particolare si mettono
in luce Preti, Orlandi, Chiarini, e il sempre ordinato “soldato” Varisco
che combatte la sua battaglia con puntuale obbedienza agli insegnamenti del
Mister. Dabeni invece viene spesso trovato fuori posizione e il coach non
si risparmia l’ugola per ricondurlo sulla retta via.
|